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  • Polvere di sogni

    06 dicembre 2006

    I nostri Se'

    Psychology of selves” è la base del lavoro teorico e pratico del Voice Dialogue.

    I Se' detti anche Subpersonalità, Energie , Voci, Aspetti , Schemi sono le numerose strutture di comportamento che si sono formate nell'arco della crescita dell' individuo e che coabitano in lui generando modi di essere diversi e a volte anche antitetici.

    Ognuno di questi Se’ che ha voce dentro di noi, ha una sua vita autonoma vera e propria, con desideri, tendenze, bisogni e convincimenti propri, comportamenti diversi e riflessi visibili anche sul piano fisico. I Se' danno forma alla personalità e spesso la loro origine è archetipica. Sono i "mattoni" di cui è costituita la psiche.

    Lo sviluppo dei Se’ in primari e rinnegati, con il loro sistema di valori, di regole, di bisogni, è un processo naturale e continuo nella strutturazione della psiche. Il metodo del Voice Dialogue considera le polarità che di volta in volta si presentano nella dinamica psichica ed energetica, affinchè si possa fare esperienza dei Se’ con cui è identificati ( Se’ primari che, in genere, riflettono le regole ed i bisogni dell’ambiente in cui si è cresciuti) e si cominci ad avere consapevolezza delle proprie energie rinnegate (Subpersonalità che sono state completamente o parzialmente escluse dalle vita della persona).

    I Se’ rinnegati vengono giudicati inaccettabili e repressi dai Se’ primari e dal Critico interiore (altra potente energia psichica), proprio perché questi ultimi riflettono i giudizi e le regole introiettate durante l’infanzia. I Se’ rinnegati non vengono eliminati ma, in un’ottica Junghiana, entrano a far parte dell’ “Ombra della persona e restano vivi ed attivi nel subconscio. Si fanno sentire in diversi modi: tic, disturbi psicosomatici, scoppi improvvisi di rabbia, atteggiamenti compulsivi, antipatie e giudizi verso terzi, fantasie diurne, sogni e incubi notturni.

    (L'immagine è riproduzione dell'opera "Personalità" di Elisabetta Meggiolaro)


    Marzia Mazzavillani Copyright § Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    25 novembre 2006

    Dentro gli incubi


    Negli incubi tutti quanti siamo vittime delle nostre energie rinnegate. La paura allora diventa un espediente usato dalla psiche per agganciare la nostra attenzione su qualcosa che ha bisogno di essere portato alla luce.

    Parleremo qui di incubi comuni, sogni disturbati e paurosi che generalmente sono il teatro prediletto dei nostri Se' rinnegati, gli aspetti della nostra esistenza e della nostra personalità da cui ci siamo allontanati o di cui ci vergogniamo. Nel corso della nostra crescita e nella costruzione della nostra personalità, gli aspetti di noi che non sono apprezzati dai genitori, dalla scuola, dalla società, vengono soffocati, repressi come non "giusti", non adatti alla vita che conduciamo.

    E’ un processo inevitabile, perchè gli istinti naturali legati alla sopravvivenza, alla continuazione della specie, alla ricerca del potere, sono un retaggio presente in noi da sempre, sintomo della nostra animalità e dell'istinto alla vita, ma sono "puri" e, come tali, devono e possono essere "educati" per permetterci una vita sociale. Purtroppo, questa educazione diviene molto spesso un'opera di annientamento e di condanna. Questi aspetti di noi, ricacciati a forza nell’inconscio, non spariscono, anzi più vengono ingabbiati, più diventano ostili, assumendo in alcuni casi connotazioni demoniache.

    E possono agire contro di noi, sabotando la nostra vita, manifestandosi attraverso tic, manie, coazioni a ripetere, malesseri vari e soprattutto rendendosi visibili negli incubi. L'incubo è allora molto importante, diventa una sorta di maestro di ciò che abbiamo bisogno di integrare, e di ciò che probabilmente è carente nella nostra vita. Diventa sintomo di una energia compressa e nascosta che, nel sotterraneo del nostro inconscio, reclama il suo spazio e la nostra attenzione.

    Questo non significa che l'energia rinnegata e repressa debba essere riportata alla luce o integrata così com'è, ma che in questi contenuti che si palesano, c'è un messaggio per noi che riguarda la nostra maturità, la nostra evoluzione...c'è qualcosa che può esserci utile, che noi non vediamo e che, nell'arco del tempo, abbiamo colorato con le tonalità dell'ombra.

    assassiniSe noi sogniamo assassini, aggressori o persone minacciose, l'aggressività evidente delle situazioni sarà un chiaro collegamento con la NOSTRA aggressività o violenza innate, che sono state represse e rinnegate. Non saranno però queste qualità "nude e crude" che noi possiamo o dobbiamo integrare, bensì un aspetto di sana aggressività naturale, che può tradusi in autodifesa, capacità di porre confini ai sopprusi o alle ingerenze altrui, assertività.Tanto più troviamo negli aspetti rinnegati portati dagli incubi, un seme di verità che può fiorire nella nostra vita, tanto più questi si smorzeranno, perdendo quel carattere spaventoso o terrorizzante.

    I sogni lucidi possono essere usati per lavorare in modo attivo all'interno dell'incubo affrontando il "nemico" e la sua energia, cercando di sedare il conflitto e di sentire cosa nasconde.

    Molto utile per l'elaborazione dell'incubo la tecnica di rientro guidato nel sogno in cui il sognatore può, con l'aiuto di un facilitatore (colui che sostiene facilita il percorso altui), rientrare nel suo sogno ad occhi chiusi, ripercorrerlo, dialogare con vari personaggi e portare a compimento le situazioni irrisolte o modificare quelle che spaventano e lasciano insoddisfatti.

    La caratteristica più evidente di questa esperienza è la eliminazione della paura. E' molto frequente infatti, che i personaggi o le situazioni paurose, in questo contesto si sgonfino, si trasfomino, assumano un significato diverso, e non di rado rechino messaggi al sognatore. In questa prospettiva l'incubo può essere usato come guida e ampliamento delle proprie risorse umane.

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    22 ottobre 2006

    I grandi sogni

    I grandi sogni recano immagini molto potenti che si collegano agli archetipi, sono più frequenti nella seconda metà della vita e segnano periodi particolari di grande cambiamento individuale.

    Sono sogni che riflettono le esperienze fondamentali dell'individuo, arrivano come riti di passaggio per segnare il distacco o l'entrata in una nuova fase della vita e fornire gli orientamenti risanatori ed evolutivi.

    Carichi di simbolismo archetipico e spesso rivolti ad un aspetto trascendente dell'esistenza, hanno un grande potere sul sognatore che ne rimane colpito proprio per la loro particolarità di superare l’esperienza personale entrando a volte in una dimensione numinosa.

    Possiamo riconoscere i grandi sogni perchè, a differenza dei sogni comuni, sono assolutamente scollegati dal materiale quotidiano, possono provocare grande gioia ed esaltazione, ma anche grande angoscia riguardo al loro significato. Sono sogni che contengono in se' una qualità particolare che li rende unici e fa sì che il sognatore se ne ricordi per sempre.

    Un esempio di grande sogno è registrato nientemeno che da Carl Gustav Jung, che sogna di trovarsi al cospetto di uno Yogi con la sua stessa faccia seduto nella posizione del loto, e pensare :"E' lui quello che mi sta meditando. Ha un sogno ed io sono quel sogno". Sentiva forte la consapevolezza che quando lo yogi si sarebbe svegliato lui non sarebbe più esistito.

    Jung fece questo grande sogno dopo la sua malattia nel 1944 e l'analisi di questo lo portò a dare un importante contributo alla sua dottrina, oltre che trovare linee di conferma e di guida per la sua esperienza di vita, nelle relazioni tra la coscienza e gli stati psichici contrapposti, fra conscio ed inconscio.

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    13 ottobre 2006

    I sogni comuni

    I sogni comuni servono ad elaborare quanto è accaduto nella nostra realtà, spesso si riferiscono alla giornata appena trascorsa, agli avvenimenti che abbiamo appena vissuto, alle cose più normali che sono parte della nostra vita.


    I sogni comuni mirano a "fare ordine" e cercano di restituirci il senso di quanto è accaduto in noi e fuori di noi. Attraverso questi sogni, che possono apparire banali proprio perchè molto legati alla realtà, noi possiamo renderci conto di aspetti di noi e delle nostre relazioni che, mentre siamo occupati a "vivere", ci sfuggono.

    Immaginate l'inconscio come un grande pc che si si incarica di dare un ordine ed un significato alla moltitudine di "segni" che popolano la nostra giornata. Come se "decifrasse", anzi volesse " interpretare" ciò che avviene di giorno per restituircelo in modo semplificato, e a volte pittoresco, affinchè ne prendiamo consapevolezza e ce ne assumiamo la responsabilità.

    Lo scopo è metterci di fronte al nostro modo di agire, alle nostre relazioni, alle proiezioni che abbiamo sulle persone che ci sono vicine, e fornirci una lettura più profonda, più "intelligente" ed accorta di quanto ci accade.

    Un esempio che rispecchia in pieno quanto detto fin'ora, è il sogno di Annamaria. Annamaria ha una collega di lavoro molto simpatica ed estroversa che la coinvolge in conversazioni intime ed in progetti divertenti per il tempo libero. Da parte sua lei è entusiasta di questa persona, dice a tutti che "la adora". Nel sogno (che si ripete diverse volte) si trovano insieme, ma finiscono sempre per litigare e sono scontri violenti, che lasciano una scia di rabbia e di malumore in Annamaria che non riesce a darsi una spiegazione.

    Poi, un bel giorno, l'immagine della collega meravigliosa comincia ad incrinarsi. Annamaria inizia a vederne i difetti, a sentirsi un po' "manipolata"e, in alcuni momenti a detestarla. L'inconscio ha preso nota molto presto delle proiezioni che Annamaria ha costruito sulla collega, inoltre ha registrato conflitti e atteggiamenti manipolatori sotterranei, e tutti quei piccoli segnali corporei o verbali che non abbiamo il tempo, mentre interagiamo con gli altri, di "codificare". Ha mandato ad Annamaria un messaggio non raccolto, ma molto eloquente, attraverso il sogno.

    Un altro sogno comune molto frequente che viene spesso scambiato per un sogno premonitore riguarda proprio vivere, nel sogno, dinamiche negative che poi tendono ad arrivare nella realtà del sognatore. Dobbiamo ricordare che il nostro inconscio "ha le antenne": vede e sente anche quello che noi non vediamo o non "vogliamo" vedere.

    Così, se sogniamo di litigare con il nostro partner e, dopo un paio di giorni veramente ci accapigliamo, non sentiamoci medium incompresi, ma ringraziamo l'"Intelligenza" e la sensibilità del nostro inconscio, e diamole la possibilità di esprimersi in modo sempre più preciso prestando attenzione ai nostri sogni, anche a quelli che ci appaiono più semplici o stupidi.



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    10 ottobre 2006

    Sogni ricorrenti e sogni di sequenza

    I sogni ricorrenti e i sogni di sequenza mettono in luce l'esistenza di un problema che viene ignorato a livello cosciente. Ci sono cose nella nostra vita o in noi stessi che non riusciamo a "vedere" e che hanno bisogno di essere modificate: ci sono cambiamenti da affrontare, disagi legati all'età ed ai suoi cicli, blocchi e complessi risalenti al passato o addirittura all'infanzia.

    Così i sogni ricorrenti segnalano che qualcosa è causa di grande dolore o che stiamo andando in una direzione per noi "sbagliata", puntano l’indice su un aspetto urgente, su di un bisogno, qualcosa che ci serve o che dobbiamo cambiare o integrare.Cominciando a lavorare con questi sogni avremo al possibilità di individuare il problema e potremo di conseguenza prendere decisioni o misure adeguate, che a volte il sogno stesso indica.

    La sensazione di disagio, incertezza, e a volte paura (spesso sogni ricorrenti sono incubi) provata da chi fa sogni ricorrenti, può essere attenuata da un monitoraggio regolare del processo onirico. Annotare i propri sogni con la data e eventualmente l'ora, è il primo passo importante per prendere responsabilità di quanto il sogno porta, mentre avere un referente a cui raccontare e con cui analizzare quanto accaduto, diventa un enorme sollievo, un modo per condividere e contemporaneamente farsi sostenere in questo processo.

    Diversi da quelli ricorrenti i Sogni di sequenza presentano sempre lo stesso tema. Anche in questo caso c'è un aspetto della vita del sognatore che l'inconscio vuole mettere in risalto e che è centrale, ma, a differenza dei sogni appena descritti, i sogni di sequenza cambiano nel corso del tempo adattandosi ai cambiamenti reali della persona, anzi mettendoli in rilievo, e segnalando quindi l' avanzare del suo processo interiore.


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    08 ottobre 2006

    Sogni di compensazione

    La funzione compensatoria dei sogni è molto frequente ed è quella che più di ogni altra Jung ha messo in rilievo. Con questo tipo di sogni noi "compensiamo" quello che manca nella nostra vita. Ad esempio: se mi considero una persona tollerante, paziente e premurosa è facile che in qualche mio sogno appaia molto combattiva, impaziente o prepotente.

    Perché questo? Perché la nostra personalità opera nel mondo privilegiando solo alcuni aspetti di noi, mentre l’inconscio, privilegiando la totalità dell’essere, presenterà in sogno gli aspetti opposti che abbiamo bisogno di integrare.

    Una tipica reazione ad un sogno compensatorio è il rifiuto o il distacco. Diventa più semplice pensare che il sogno non ci riguarda, che non ha alcun senso, perchè noi siamo "altro". In effetti, il sogno vuole renderci consapevoli di questo "altro": viviamo tutta la nostra vita identificati con i Se' primari, vediamo solo con i "loro occhi" e non prendiamo in considerazione ciò che di buono ci può essere per noi, nascosto "dentro" di noi.

    Lo scopo del sogno è muovere dubbi e curiosità verso il Se' così diverso che appare nel sogno, impegnare la nostra attenzione ed il disagio che la situazione provoca, per indurci alcune fondamentali domande:

    Perchè in questo sogno mi comporto in questo modo? Perchè sento "scomodità" all'idea di comportarmi così? A cosa mi fanno pensare gli atteggiamenti che adotto in sogno? A quali episodi del mio passato li associo? Come sarebbe ora la mia realtà se, in dosi minime e da me controllabili, riuscissi a vivere questo tipo di energia? Cosa cambierebbe per me?

    Mi piace molto, a questo punto, portare l'esempio di una giovane donna madre di due bimbi piccoli, oberata di impegni e responsabilità, che in sogno guida una bella auto sportiva e decapotabile e si vede, bella e curata, andarsene a zonzo come non avesse nient'altro da fare. La sensazione che sente di fronte a questa immagine è libertà e desiderio e, immediatamente dopo, senso di colpa, senso di "impossibilità".

    E' chiaro che il sogno la mette di fronte a ciò che, in questo momento particolare, non può più concedersi: la libertà di andare dove vuole, di fare ciò che vuole, di non preoccuparsi di nessuno se non del suo piacere. Il sogno compensa quindi la mancanza di spensieratezza, di relax e di divertimento ed il senso di responsabilità del suo presente, e indica che la donna ha bisogno di integrare questi aspetti nella sua vita.

    State pensando che la signora in questione deve andarsene a zonzo sulla sua auto ( decapotabile o no) e mollare famiglia e figli? No. Le immagini dei sogni vanno raramente prese alla lettera. Integrare vuol dire che che questa donna può e deve trovare il modo di portare nella "sua" realtà questi aspetti in modi accettabili. La libertà e spensieratezza del sogno possono tradursi nel ritagliarsi uno spazio per stare sola senza i bambini, o nell' andare a far shopping con un'amica, nel concedersi una manicure, nel leggere una rivista senza sentirsi in colpa o in altri modi che le siano confacenti e che la facciano sentire bene.



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    27 settembre 2006

    La realtà dei sogni


    Credo che ognuno di noi si sia chiesto almeno una volta: esisterà davvero questo spazio che vedo in sogno? Credo che nessuno possa rispondere, l'unica cosa sicura: tutto quello che TU credi, diventa reale per te.

    La realtà dei sogni è sempre collegata alla realtà del giorno; questi due aspetti "polari" dell'esperienza umana non si possono considerare autonomi ed indipendenti l'uno dall'altro. Quello che avviene in sogno o in un sogno lucido avviene in una dimensione diversa, che non ha consistenza materiale e che spesso utilizza frammenti del nostro vissuto per costruirsi.

    Nemmeno i nostri pensieri o le nostre emozioni hanno consistenza materiale, eppure esistono, "sono" e nessuno si sogna di dire che non sono importanti. L'esperienza del sogno o del sogno lucido esiste, e tanto basta.

    Io credo che nel sogno lucido ci sia una grande potenzialità che è la consapevolezza di potere "cambiare le cose". Consapevolezza che è assolutamente sterile se viene limitata al sogno e non irradia la sua influenza nella vita reale. Credo che il potere che è presente nel sogno lucido sia un grande "dono" che può riversarsi anche nella vita diurna del sognatore: il potere di agire al meglio per se stesso e per la propria vita, avere impatto nella realtà, prendere in considerazione i propri
    mezzi e le proprie qualità, crederci, usarle come le si usa nel sogno.

    Un modo per ascoltare la propria Guida interiore, un atto di profonda introspezione e di attenzione verso i propri bisogni che può fare crescere, fare “bene” e riflettere questo bene intorno.

    I sogni non sono solo creazioni della mente, pescano nell'inconscio individuale ed in quello collettivo, a volte attraverso i sogni si hanno premonizioni o altre esperienze difficilmente catalogabili.

    Io parto dal presupposto che ogni esperienza ha una sua "realtà", realtà è quello che ha influenza su di noi, che si possa toccare o no, ed ogni esperienza ci modifica, anche di poco, anche quando non ne siamo consapevoli.




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    19 settembre 2006

    Sonno e sogni


    Molti studi ed esperimenti sono stati fatti e vengono fatti sul sogno e sulla fisiologia del sonno, sappiamo che passiamo dormendo 1/3 della nostra vita, che tutti quanto sogniamo... e che in un'unica sola notte si possono fare 5 sogni differenti, ricordarli tutti, ricordarne solo una parte, dimenticarli completamente…..

    Nell’arco di una notte passiamo alternativamente tra due fasi di sonno fondamentali che sono riconoscibili anche nei trattati encefalografici

    -Il 1° è detto sonno NON REM o sonno sincronizzato, occupa la maggior parte della notte ed è caratterizzato da picchi di sonno profondo, da bassi livelli di pressione sanguigna e battito cardiaco, da una minima attivazione del sistema nervoso e da assenza di sogni.

    -Il 2° livello detto sonno REM o sonno desincronizzato, si presenta ciclicamente, ed è caratterizzato da rapidi movimenti oculari, attivazione del sistema nervoso e presenza di sogni.


    Generalmente un adulto presenta 4 o 5 periodi di sonno REM per notte a distanza di circa 90 minuti l’uno dall’altro durante i quale si verificano i sogni. Se un individuo viene svegliato alla conclusione o durante una fase REM è quasi certo che ricorderà il sogno che stava facendo, mentre questo non è così automatico per il ricordo mattutino….pensate a tutte le persone che dicono di non sognare mai, o quante volte abbiamo la consapevolezza di avere sognato, ma poi appena svegli non ricordiamo più nulla.

    Il sogno è in pratica uno stato alterato di coscienza, il più comune, un’attività che coinvolge tutti i sensi anche se in percentuale diversa: le esperienze visive, come potete immaginare sono presenti in tutti i sogni, mentre quelle uditive solo nel 40-50% e quelle gustative, olfattive e tattili solo in bassa percentuale.



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    06 settembre 2006

    Il mio lavoro con i sogni


    Considero i Sogni uno degli aspetti più affascinanti e misteriosi dell'esperienza umana. Vorrei mostrarvi la vastità di questo argomento, ma soprattutto suscitare curiosità nei confronti dei VOSTRI sogni....trasmettervi un po’ della passione che sento per far vibrare dentro di voi un’analoga passione che sfoci nel desiderio di essere, attraverso il "lavoro dei sogni", protagonisti ed interpreti del vostro percorso interiore.

    I sogni di cui voglio parlare non sono “desideri” o “sogni ad occhi aperti”, ma "sogni della notte", quelli che ci sorprendono a volte con le trame fitte, complicate, che ci fanno svegliare per l’ansia e la paura o, al contrario, ci fanno provare una gioia così intensa da illuminare della sua impronta una intera giornata, e che spesso ci inducono a chiederci: “Cosa significa?”

    Questa inevitabile domanda e la mia irriducibile curiosità, hanno portato la direzione dei miei studi verso questo aspetto così affascinante e misterioso dell’esperienza umana. I sogni sono diventati molto più che una sfaccettatura del lavoro di tipo psicologico che svolgo avvalendomi del metodo Voice Dialogue.

    Il lavoro con i sogni è sfociato in una vera e propria passione che mi ha spinto ad analizzare via internet, attraverso sessioni private e scrivendo per una rivista, migliaia di sogni.
    Seguire il percorso di una persona attraverso i sogni è qualcosa che non finisce mai di stupirmi e che mi conferma sempre più l’intelligenza e la creatività del “Tessitore dei Sogni”, il centro misterioso e profondo legato all’inconscio individuale e collettivo oltre che ad ogni esperienza personale, da cui scaturiscono le immagini oniriche.

    Il mio lavoro si svolge in gruppi di condivisione con i quali sperimentare l'approccio al sogno e le tecniche di lavoro, o in sedute individuali in cui analizzare il sogno, vederne le varie componenti, trovarne il nucleo significante.

    E' un processo sempre molto affascinante sia per me che per la persona interessata, perchè in un unico sogno, o meglio, in una sequenza di sogni sono presenti moltissime informazioni sulla persona stessa, sulla sua vita, i suoi timori, le sue aspettative, possono scaturire indicazioni inattese che riguardano i più svariati ambiti dell'esistenza, ma soprattutto il sogno può indicare ciò che è possibile accada se il sognatore segue lo slancio delle tendenze attuali presenti nella sua vita.

    Basandosi sul contenuto di un sogno, si può decidere allora di fare un passo indietro, di cambiare alcune decisioni, di riesaminare un nostro atteggiamento. In questo modo la seduta individuale diventa un incontro personale ed unico, un'avventura, un percorso interiore e di crescita che si sviluppa intorno al sogno, qualcosa che è sempre opportuno e pertinente per la nostra condotta interiore.

    Il sogno è un messaggio dell'istinto e dell'inconscio collettivo che proviene dal centro della psiche ed è diretto all'individuo nella sua unicità.


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    01 agosto 2006

    Attualizzare o interpretare?

    Il termine "sogno" richiama immediatamente alla mente "interpretazione ", ed ogni persona, di fronte ad un sogno ricordato, bello, interessante o angosciante, sente il desiderio di "sapere", di "capire" cosa c'è dietro, qual è il significato. Tutto ciò è umano ed indice di curiosità e di fantasia.

    Da sempre l'umanità si è accostata ai sogni con il medesimo interesse, la medesima voglia di scoprire. Per gli antichi sognare era una attività importante e per nul la sottovalutata, che veniva salutata con piacere o con preoccupazione, ed onorata con il consulto di un oracolo.

    Era necessario trovare il seme di verità, il messaggio inviato dalla divinità del momento. Anche in seguito, quando il concetto di una rudimentale psiche si fece strada, l'idea di un messaggio tagliato su misura per il sognatore, rimase l'assunto fondamentale che spingeva a ricercare un sapiente, un saggio, un interprete.

    Arrivando alle soglie del 900 con Freud e Jung il metodo principale per comprendere i sogni rimase quello interpretativo, quindi basato sul concetto: "Questo vuol dire questo…" In seguito, lo sviluppo della psicologia umanistica negli anni 60 - 70, ha portato nuove esperienze, nuove idee non rinchiuse rigidamente all'interno di una scuola: possiamo ricordare l'Imagery di derivazione junghiana, utilizzata sia in Gestalt che dalla Psicosintesi , il dialogo interiore dei personaggi, il rientro guidato nel sogno, i metodi di oggettivazione legati all'esperienza della popolazione Senoi e ripresi da Kaplan, tutte tecniche orientate a riportare il sognatore alla sua esperienza notturna durante lo stato di veglia, quindi tese ad attualizzare il sogno.

    Attualizzare un sogno vuol dire riportare il sogno alla realtà del sognatore…. avvicinare il sognatore al suo sogno e far sì che possa risperimentarlo per intero, o in alcuni aspetti, con la stessa intensità emotiva provata durante lo stato onirico. E' un metodo molto legato al "sentire" e ha l'obiettivo di mantenere nel sognatore un contatto con l'inconscio e con la forza di propulsione dal sogno originata.

    Diventa necessario allora, imparare a fare domande sul sogno stesso e sui personaggi che vi compaiono, e partire dall’assunto che nessuno può ricavare la "verità" dal sogno di un altro. Da questo punto di vista il sognatore è il migliore interprete del suo sogno.

    L'interpretazione è la traduzione delle immagini del sogno in "concetti" attraverso l'uso di simboli ed un linguaggio di riferimento, è un lavoro di razionalizzazione ed ordinamento dei simboli che può allontanare dal sogno. E' legato alla mente, al "capire".

    Il rischio di questo tipo di lavoro sta nella quota di proiezioni appartenenti all'interprete che possono passare nel lavoro di decifrazione, e che, nonostante il sognatore non riconosca come sue, vengono accettate come verità, solo perchè vengono da una fonte autorevole.


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    20 luglio 2006

    Imagery


    Per Imagery si intende un metodo di lavoro centrato sulle immagini oniriche (e non). Significa prendere in considerazione "l'immagine" e non solo quella dei sogni, come prodotto dell'inconscio descrivendone, rivivendole, le caratteristiche interne, riportando alla luce o esplorando l'emozione ad essa collegata, e ancora, seguirne l'evoluzione fantasmatica mentre viene a contatto con il conscio.

    Qual è lo scopo dell'Imagery o immaginazione attiva e del rientro guidato nel sogno a cui abbiamo già accennato?

    Il primo intento è diagnostico, si tratta di lasciar emergere ciò che c'è, senza nessun intervento se non di completamento ed ampliamento di questo aspetto. Lasciare che l'immagine o le immagini si dispieghino completamente e che le emozioni ad esse correlate possano essere espresse, così come i "significati" che il sognatore sente, o i contenuti che intravede.

    Lo sviluppo di questo lavoro si indirizza poi verso il "terapeutico". Possono emergere conflitti, ostacoli, paure e diffticoltà. Può esserci angoscia e rifiuto nell' accettare quanto si vede. Quindi sarà necessario lavorare sul conflitto, sulla riconciliazione degli opposti, sull'accettazione delle polarità.Questo porta automaticamente all'esplorazione delle parti inconsce che vengono alla luce con l'Imagery, consente l'identificazione di proiezioni e soprattutto permette di contattare i vari Se', compreso quelli più rinnegati.

    Ultimo punto fondamentale: il Grounding, l'obiettivo di tutto il lavoro che prescinde la compresione puramente mentale dell'immagine e l'interpretazione del sogno. Grounding vuol dire "radicare" integrare quanto è emerso di importante come insegnamento personale nella vita del sognatore. Integrare gli aspetti che possono ampliare l' esperienza, che possono consentire uno sbocco diverso, un cambiamento, o la presa di posizione verso gli avvenimenti da cui ci si sente sopraffatti.

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    01 luglio 2006

    Immaginazione attiva Junghiana


    Il lavoro da pioniere fatto da Jung nello sperimentare le immagini dei suoi sogni affidandosi al fluire ed al trasformarsi di queste.....ha aperto la strada ad un metodo più strutturato proposto ai suoi clienti, e molto diverso dal sistema delle "libere associazioni" freudiane. Questo è il retroterra da cui le più recenti tecniche di Imagery, Immaginazione attiva nel Voice Dialogue e nel lavoro con i sogni hanno avuto origine.

    La differenza fondamentale tra il punto di partenza junghiano e le correnti moderne consiste nell'evoluzione dell'immagine onirica che conduca ad una lisi. Così "portare a soluzione" , obiettivo di partenza del rientro guidato nello stato onirico, diviene motore di un processo di cambiamento interno che può riflettersi anche all'esterno.

    Molto diversa la posizione di Jung per il quale il sogno non andava "manipolato", ma solo rivissuto senza alcun intento prefissato se non quello di progredire sulla via dell'individuazione. L'immaginazione attiva di cui Jung parla è "forza immaginativa" pura, non ha nulla a che vedere con l'immaginazione vera e propria e consiste nel provocare in modo attivo l'apparizione di immagini, immergersi nei processi inconsci dell'individuo, e, riportandoli alla luce, fondere conscio ed inconscio.

    Si tratta di una discesa cosciente in cio che Jung definisce "le profondità della propria anima" per favorire l'emergere di simboli e di immagini che, arricchendosi di dettagli ed evolvendosi, possano avere effetti sia creativi che curativi. E' necessario però eliminare ogni critica proveniente dalla ragione ed osservare ciò che avviene con assoluta obiettività, "entrare" nella storia confrontandosi con gli elementi che appaiono, e viverla completamente senza il "giudizio" che potrebbe arrivare dalla coscienza.

    Da questo punto di vista la "completezza " ricercata da Jung può essere paragonata al "trovare una soluzione" delle tecniche più recenti.


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    23 giugno 2006

    Incubazione dei sogni

    Desidero parlarvi di un metodo di lavoro con i sogni che alcuni di voi forse già praticheranno istintivamente, e che veramente può riservare grandi risultati.

    Si chiama "incubare un sogno" ed è forse il più antico metodo di lavoro con i sogni. In passato chi si recava dai vari oracoli per ricevere lumi, spesso dormiva vicino ai templi per ricevere un sogno rivelatore, una risposta alle proprie domande. In molte culture tribali è stato usato questo sistema. Una popolazione come i Senoi della Malesia, ad es. ha fatto del sogno e dell'attività onirica il centro della sua cultura al punto da formulare tutta una serie di metodi per l'interpretazione, la condivisione e l'applicazione di quanto arriva in sogno.
    Questa è la premessa ....arriviamo al dunque.

    Incubare un sogno significa avere un problema o una questione irrisolta a cui si desidera dare una risposta.
    I sogni possono essere determinanti a questo proposito per metterci in contatto con i nostri bisogni più profondi e con una "intelligenza" più ampia e creativa.

    I sogni NON possono prendere decisioni per noi, possono lavorare a nostro vantaggio e chiarirci le idee, ma la responsabilità delle nostre scelte, spetta al nostro "IO" diurno.

    Quindi: avere fiducia nell'aiuto e nei suggerimenti del nostro inconscio, ma usarli per potenziare la nostra capacità di scegliere, di prendere decisioni o di fare chiarezza.

    Cominciamo?

    Individuare con chiarezza il problema a cui si vuole dare una risposta, scriverlo prima di addormentarsi sopra il proprio quaderno dei sogni e lasciare il tutto a portata di mano sul comodino.

    Formulare una domanda precisa sul problema in questione, che sia abbastanza breve e significativa di ciò si vuole sapere.

    Riflettere attentamente e scrivere anche questa domanda... sentire se è giusta e riflette con esattezza ciò che si vuole sapere, poi andare a letto.

    Prima di addormentarsi ripetere la domanda dentro di se', con convinzione, sentendo che arriverà una risposta. Poi mollare il controllo, abbandonarsi al sonno, lasciare che le cose vadano come devono.

    Durante la notte, oppure al mattino, scrivere tutto ciò che arriva come sogno o frammento o visione, senza giudizio, senza interpretare, senza catalogare, limitandosi ad un lavoro di semplice registrazione.

    Ora vi riporto una breve panoramica di quelle che sono le più frequenti possibilità di risposta da parte dell'inconscio:

    Il sogno fatto mostra il problema sotto una nuova prospettiva, quindi fornisce nuove informazioni ed indicazioni preziose.

    Il sogno è premonitore cioè indica quello che può accadere se si segue la tendenza attuale della propria vita. Premonitore non vuol dire "immodificabile", si può infatti decidere di fare un passo indietro e cambiare le tendenze di base.

    Il sogno dà una risposta esatta a ciò che abbiamo chiesto, possibile che sia proprio un personaggio che agisce nel nostro sogno che si incarica di questo.

    Il sogno pare eludere la domanda e si indirizza verso qualche altra area dell'esperienza che probabilmente richiede una risposta più immediata o prioritaria. Continua >>>>


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    21 giugno 2006

    Freud. L'interpretazione dei sogni


    Per cinque anni Freud analizzò personalmente i propri sogni, e questo lo portò a focalizzare sempre più la sua attenzione verso questo aspetto della vita, sentendo nei sogni quel ponte, quel collegamento da lui ricercato, e che definiva: "La via regia che porta all’inconscio".

    Nel 1900 Freud pubblicò ” L’interpretazione dei sogni” ed in questo saggio, considerato il manifesto della psicoanalisi, riunì i suoi studi in una dottrina che restituiva importanza e dignità scientifica ad un argomento considerato appannaggio della cultura popolare, portandolo all’attenzione della comunità accademica dell’epoca.

    Freud distingueva nel sogno un contenuto manifesto: il racconto del sogno, la narrazione, le varie parti di cui è composto, ed un contenuto latente: il significato del sogno, il messaggio, ciò che è nascosto, che è mascherato dalla censura interna e che rifiuta di arrivare alla coscienza.

    La censura messa in atto dalla coscienza, durante il sonno si affievolisce e permette ai contenuti dell'inconscio di riversarsi nei sogni. Questo non avviene in modo diretto, ma tramite immagini simboliche, maschere, amplificazioni, finzioni che hanno l'unico scopo di rendere accettabile alla coscienza il mondo rimosso o il desiderio inconfessabile del sognatore.

    Vediamo allora come per Freud il sogno sia un fenomeno del tutto naturale, una sorta di prodotto umano che nasce da meccanismi ben comprensibili , che ha origine dall'inconscio, ma è sostenuto da una sua logica, se pur diversa da quella della razionalità diurna.

    Nei sogni ogni aspetto della vita del sognatore può tradursi in una rappresentazione visiva, desideri o istinti, pensieri e conflitti, delusioni, attrazioni, assumono una forma sostitutiva, simbolica che segue regole ben precise.

    Il compito dell’interprete per Freud, sarà fondamentale : cercando di accedere a questi contenuti nascosti per arrivare al contenuto latente, dovrà trovare il vero significato del sogno sempre legato all'appagamento di un desiderio.

    Alla comprensione del sogno si arriverà tenendo presenti le regole da Freud stesso codificate, ed il sogno svelato si rivelerà un insieme chiaro ed estremamente logico di pensieri, bisogni e desideri di matrice infantile, sessuale o ambedue le cose.


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