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  • Polvere di sogni

    01 agosto 2006

    Attualizzare o interpretare?

    Il termine "sogno" richiama immediatamente alla mente "interpretazione ", ed ogni persona, di fronte ad un sogno ricordato, bello, interessante o angosciante, sente il desiderio di "sapere", di "capire" cosa c'è dietro, qual è il significato. Tutto ciò è umano ed indice di curiosità e di fantasia.

    Da sempre l'umanità si è accostata ai sogni con il medesimo interesse, la medesima voglia di scoprire. Per gli antichi sognare era una attività importante e per nul la sottovalutata, che veniva salutata con piacere o con preoccupazione, ed onorata con il consulto di un oracolo.

    Era necessario trovare il seme di verità, il messaggio inviato dalla divinità del momento. Anche in seguito, quando il concetto di una rudimentale psiche si fece strada, l'idea di un messaggio tagliato su misura per il sognatore, rimase l'assunto fondamentale che spingeva a ricercare un sapiente, un saggio, un interprete.

    Arrivando alle soglie del 900 con Freud e Jung il metodo principale per comprendere i sogni rimase quello interpretativo, quindi basato sul concetto: "Questo vuol dire questo…" In seguito, lo sviluppo della psicologia umanistica negli anni 60 - 70, ha portato nuove esperienze, nuove idee non rinchiuse rigidamente all'interno di una scuola: possiamo ricordare l'Imagery di derivazione junghiana, utilizzata sia in Gestalt che dalla Psicosintesi , il dialogo interiore dei personaggi, il rientro guidato nel sogno, i metodi di oggettivazione legati all'esperienza della popolazione Senoi e ripresi da Kaplan, tutte tecniche orientate a riportare il sognatore alla sua esperienza notturna durante lo stato di veglia, quindi tese ad attualizzare il sogno.

    Attualizzare un sogno vuol dire riportare il sogno alla realtà del sognatore…. avvicinare il sognatore al suo sogno e far sì che possa risperimentarlo per intero, o in alcuni aspetti, con la stessa intensità emotiva provata durante lo stato onirico. E' un metodo molto legato al "sentire" e ha l'obiettivo di mantenere nel sognatore un contatto con l'inconscio e con la forza di propulsione dal sogno originata.

    Diventa necessario allora, imparare a fare domande sul sogno stesso e sui personaggi che vi compaiono, e partire dall’assunto che nessuno può ricavare la "verità" dal sogno di un altro. Da questo punto di vista il sognatore è il migliore interprete del suo sogno.

    L'interpretazione è la traduzione delle immagini del sogno in "concetti" attraverso l'uso di simboli ed un linguaggio di riferimento, è un lavoro di razionalizzazione ed ordinamento dei simboli che può allontanare dal sogno. E' legato alla mente, al "capire".

    Il rischio di questo tipo di lavoro sta nella quota di proiezioni appartenenti all'interprete che possono passare nel lavoro di decifrazione, e che, nonostante il sognatore non riconosca come sue, vengono accettate come verità, solo perchè vengono da una fonte autorevole.


    Marzia Mazzavillani Copyright § Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    20 luglio 2006

    Imagery


    Per Imagery si intende un metodo di lavoro centrato sulle immagini oniriche (e non). Significa prendere in considerazione "l'immagine" e non solo quella dei sogni, come prodotto dell'inconscio descrivendone, rivivendole, le caratteristiche interne, riportando alla luce o esplorando l'emozione ad essa collegata, e ancora, seguirne l'evoluzione fantasmatica mentre viene a contatto con il conscio.

    Qual è lo scopo dell'Imagery o immaginazione attiva e del rientro guidato nel sogno a cui abbiamo già accennato?

    Il primo intento è diagnostico, si tratta di lasciar emergere ciò che c'è, senza nessun intervento se non di completamento ed ampliamento di questo aspetto. Lasciare che l'immagine o le immagini si dispieghino completamente e che le emozioni ad esse correlate possano essere espresse, così come i "significati" che il sognatore sente, o i contenuti che intravede.

    Lo sviluppo di questo lavoro si indirizza poi verso il "terapeutico". Possono emergere conflitti, ostacoli, paure e diffticoltà. Può esserci angoscia e rifiuto nell' accettare quanto si vede. Quindi sarà necessario lavorare sul conflitto, sulla riconciliazione degli opposti, sull'accettazione delle polarità.Questo porta automaticamente all'esplorazione delle parti inconsce che vengono alla luce con l'Imagery, consente l'identificazione di proiezioni e soprattutto permette di contattare i vari Se', compreso quelli più rinnegati.

    Ultimo punto fondamentale: il Grounding, l'obiettivo di tutto il lavoro che prescinde la compresione puramente mentale dell'immagine e l'interpretazione del sogno. Grounding vuol dire "radicare" integrare quanto è emerso di importante come insegnamento personale nella vita del sognatore. Integrare gli aspetti che possono ampliare l' esperienza, che possono consentire uno sbocco diverso, un cambiamento, o la presa di posizione verso gli avvenimenti da cui ci si sente sopraffatti.

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    01 luglio 2006

    Immaginazione attiva Junghiana


    Il lavoro da pioniere fatto da Jung nello sperimentare le immagini dei suoi sogni affidandosi al fluire ed al trasformarsi di queste.....ha aperto la strada ad un metodo più strutturato proposto ai suoi clienti, e molto diverso dal sistema delle "libere associazioni" freudiane. Questo è il retroterra da cui le più recenti tecniche di Imagery, Immaginazione attiva nel Voice Dialogue e nel lavoro con i sogni hanno avuto origine.

    La differenza fondamentale tra il punto di partenza junghiano e le correnti moderne consiste nell'evoluzione dell'immagine onirica che conduca ad una lisi. Così "portare a soluzione" , obiettivo di partenza del rientro guidato nello stato onirico, diviene motore di un processo di cambiamento interno che può riflettersi anche all'esterno.

    Molto diversa la posizione di Jung per il quale il sogno non andava "manipolato", ma solo rivissuto senza alcun intento prefissato se non quello di progredire sulla via dell'individuazione. L'immaginazione attiva di cui Jung parla è "forza immaginativa" pura, non ha nulla a che vedere con l'immaginazione vera e propria e consiste nel provocare in modo attivo l'apparizione di immagini, immergersi nei processi inconsci dell'individuo, e, riportandoli alla luce, fondere conscio ed inconscio.

    Si tratta di una discesa cosciente in cio che Jung definisce "le profondità della propria anima" per favorire l'emergere di simboli e di immagini che, arricchendosi di dettagli ed evolvendosi, possano avere effetti sia creativi che curativi. E' necessario però eliminare ogni critica proveniente dalla ragione ed osservare ciò che avviene con assoluta obiettività, "entrare" nella storia confrontandosi con gli elementi che appaiono, e viverla completamente senza il "giudizio" che potrebbe arrivare dalla coscienza.

    Da questo punto di vista la "completezza " ricercata da Jung può essere paragonata al "trovare una soluzione" delle tecniche più recenti.


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    29 giugno 2006

    Rientro guidato nei sogni

    Una delle caratteristiche principali dei sogni è che sono pieni di conflitti e di situazioni irrisolte.....incontriamo una persona che improvvisamente sparisce, iniziamo una conversazione che resta a metà, partiamo per un luogo senza arrivare a destinazione ecc....

    Con il rientro guidato nei sogni noi possiamo risperimentare il sogno e portare a compimento ciò che sentiamo importante o che ci sfida, possiamo allenarci nell' usare la nostra creatività, possiamo ampliarla nell'intento di trasformare alcune situazioni.

    Il rientro guidato nel sogno è una sessione di lavoro che avviene tra un terapeuta-facilitatore ed il sognatore. Questi si immerge di nuovo nel sogno mediante la visualizzazione di quanto ricorda, lasciandosi andare anche a nuove immagini o dialoghi che possono ampliare il sogno originale.

    L'intento del "portare a soluzione" situazioni irrisolte o altro, viene tenuto ben presente, ma è importante non spingere verso una soluzione razionale ed efficiente dell'esperienza, bensì consentire al sognatore di esplorare le associazioni visive che via via si presentano e che possono portare a risultati inaspettati.

    Questo tipo di lavoro si associa alle varie tecniche di "immaginazione attiva" junghiana e di Imagery. Il sognatore può decidere di lavorare ad occhi aperti o chiusi, in quest'ultimo caso l'utilizzo di materiale inconscio sarà più rilevante, ma anche più delicato il compito del facilitatore nel sostenerlo e porre domande o dare suggerimenti in modo rispettoso e contemporaneamente "guidare" la seduta di lavoro verso il necessario compimento.

    Il metodo appena descritto è molto efficace anche nel lavoro con gli incubi o i sogni angoscianti, importante a questo proposito che il sognatore abbia iniziato un processo di ego consapevole e di esplorazione e separazione dai propri Se' primari. Le energie del "rinnego" che agiscono negli incubi, possono essere affrontate quando c'è la consapevolezza del loro potenziale bloccato.

    Nei sogni non esistono demoni, nemici, assassini, esistono energie da equilibrare.


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