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  • Polvere di sogni

    06 dicembre 2006

    I nostri Se'

    Psychology of selves” è la base del lavoro teorico e pratico del Voice Dialogue.

    I Se' detti anche Subpersonalità, Energie , Voci, Aspetti , Schemi sono le numerose strutture di comportamento che si sono formate nell'arco della crescita dell' individuo e che coabitano in lui generando modi di essere diversi e a volte anche antitetici.

    Ognuno di questi Se’ che ha voce dentro di noi, ha una sua vita autonoma vera e propria, con desideri, tendenze, bisogni e convincimenti propri, comportamenti diversi e riflessi visibili anche sul piano fisico. I Se' danno forma alla personalità e spesso la loro origine è archetipica. Sono i "mattoni" di cui è costituita la psiche.

    Lo sviluppo dei Se’ in primari e rinnegati, con il loro sistema di valori, di regole, di bisogni, è un processo naturale e continuo nella strutturazione della psiche. Il metodo del Voice Dialogue considera le polarità che di volta in volta si presentano nella dinamica psichica ed energetica, affinchè si possa fare esperienza dei Se’ con cui è identificati ( Se’ primari che, in genere, riflettono le regole ed i bisogni dell’ambiente in cui si è cresciuti) e si cominci ad avere consapevolezza delle proprie energie rinnegate (Subpersonalità che sono state completamente o parzialmente escluse dalle vita della persona).

    I Se’ rinnegati vengono giudicati inaccettabili e repressi dai Se’ primari e dal Critico interiore (altra potente energia psichica), proprio perché questi ultimi riflettono i giudizi e le regole introiettate durante l’infanzia. I Se’ rinnegati non vengono eliminati ma, in un’ottica Junghiana, entrano a far parte dell’ “Ombra della persona e restano vivi ed attivi nel subconscio. Si fanno sentire in diversi modi: tic, disturbi psicosomatici, scoppi improvvisi di rabbia, atteggiamenti compulsivi, antipatie e giudizi verso terzi, fantasie diurne, sogni e incubi notturni.

    (L'immagine è riproduzione dell'opera "Personalità" di Elisabetta Meggiolaro)


    Marzia Mazzavillani Copyright § Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    01 dicembre 2006

    Il Voice Dialogue ( Dialogo delle Voci)


    ll Voice Dialogue, strumento prezioso di lavoro e di indagine interiore, è stato messo a punto negli anni ‘70 da Hal Stone Ph.D. e Sidra Levi Stone Ph.D. che hanno fatto confluire le loro precedenti esperienze di psicologi clinici e psicoterapeuti in una attiva collaborazione professionale ed umana.

    Il Voice Dialogue, nato come metodo per monitorare il loro rapporto personale, si arricchiva e definiva sempre più attraverso il contatto profondo con i vari aspetti della personalità che di volta in volta affioravano nelle sedute di lavoro individuali.


    Ciò che è scaturito dal loro bisogno e dalla loro intuizione personale si è sviluppato in un vero e proprio metodo di lavoro che hanno perfezionato sempre, più inserendolo in un sistema teorico cui hanno attribuito il nome di “Psicologia dei Se’ e dell’Ego Consapevole”.

    Il Voice Dialogue consente, attraverso la seduta individuale, di aver diretto accesso ai Se', i vari aspetti che compongono la personalità, e di trattarli come schemi di energia indipendenti impegnandoli in un dialogo, in una sorta di intervista rispettosa e neutrale.

    La seduta individuale diventa un'esplorazione rilassata, ma attenta nella quale le diverse parti della psiche sono invitate ad esprimersi liberamente, cosicchè si possa acquistare consapevolezza della loro esistenza, dei loro bisogni, desideri o regole, al fine di riconoscerle e trasformarle da potenziali sabotatrici in potenti alleati del benessere individuale.

    Il Voice Dialogue non privilegia i Se’ primari rispetto a quelli rinnegati, o viceversa. ma aiuta a diventare più consapevoli di entrambi questi flussi energetici: l’energia fluisce nelle due polarità che possiamo vedere come yin e yang, vulnerabilità e potere, maschile e femminile, Se’ Primari e Se’ Rinnegati…Questo processo è archetipico e fa parte della vita.

    Hal e Sidra Stone hanno insegnato e diffuso risultati del loro lavoro negli Stati Uniti, in Europa ed in molti paesi dal Sud Africa all'India attraverso lezioni, seminari e numerosi scritti. Il Voice Dialogue è utilizzato con successo in diversi ambiti: dalla psichiatria alle arti, dalla terapia al management, dal coaching agli approcci di espressione e terapia corporea.

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    25 novembre 2006

    Dentro gli incubi


    Negli incubi tutti quanti siamo vittime delle nostre energie rinnegate. La paura allora diventa un espediente usato dalla psiche per agganciare la nostra attenzione su qualcosa che ha bisogno di essere portato alla luce.

    Parleremo qui di incubi comuni, sogni disturbati e paurosi che generalmente sono il teatro prediletto dei nostri Se' rinnegati, gli aspetti della nostra esistenza e della nostra personalità da cui ci siamo allontanati o di cui ci vergogniamo. Nel corso della nostra crescita e nella costruzione della nostra personalità, gli aspetti di noi che non sono apprezzati dai genitori, dalla scuola, dalla società, vengono soffocati, repressi come non "giusti", non adatti alla vita che conduciamo.

    E’ un processo inevitabile, perchè gli istinti naturali legati alla sopravvivenza, alla continuazione della specie, alla ricerca del potere, sono un retaggio presente in noi da sempre, sintomo della nostra animalità e dell'istinto alla vita, ma sono "puri" e, come tali, devono e possono essere "educati" per permetterci una vita sociale. Purtroppo, questa educazione diviene molto spesso un'opera di annientamento e di condanna. Questi aspetti di noi, ricacciati a forza nell’inconscio, non spariscono, anzi più vengono ingabbiati, più diventano ostili, assumendo in alcuni casi connotazioni demoniache.

    E possono agire contro di noi, sabotando la nostra vita, manifestandosi attraverso tic, manie, coazioni a ripetere, malesseri vari e soprattutto rendendosi visibili negli incubi. L'incubo è allora molto importante, diventa una sorta di maestro di ciò che abbiamo bisogno di integrare, e di ciò che probabilmente è carente nella nostra vita. Diventa sintomo di una energia compressa e nascosta che, nel sotterraneo del nostro inconscio, reclama il suo spazio e la nostra attenzione.

    Questo non significa che l'energia rinnegata e repressa debba essere riportata alla luce o integrata così com'è, ma che in questi contenuti che si palesano, c'è un messaggio per noi che riguarda la nostra maturità, la nostra evoluzione...c'è qualcosa che può esserci utile, che noi non vediamo e che, nell'arco del tempo, abbiamo colorato con le tonalità dell'ombra.

    assassiniSe noi sogniamo assassini, aggressori o persone minacciose, l'aggressività evidente delle situazioni sarà un chiaro collegamento con la NOSTRA aggressività o violenza innate, che sono state represse e rinnegate. Non saranno però queste qualità "nude e crude" che noi possiamo o dobbiamo integrare, bensì un aspetto di sana aggressività naturale, che può tradusi in autodifesa, capacità di porre confini ai sopprusi o alle ingerenze altrui, assertività.Tanto più troviamo negli aspetti rinnegati portati dagli incubi, un seme di verità che può fiorire nella nostra vita, tanto più questi si smorzeranno, perdendo quel carattere spaventoso o terrorizzante.

    I sogni lucidi possono essere usati per lavorare in modo attivo all'interno dell'incubo affrontando il "nemico" e la sua energia, cercando di sedare il conflitto e di sentire cosa nasconde.

    Molto utile per l'elaborazione dell'incubo la tecnica di rientro guidato nel sogno in cui il sognatore può, con l'aiuto di un facilitatore (colui che sostiene facilita il percorso altui), rientrare nel suo sogno ad occhi chiusi, ripercorrerlo, dialogare con vari personaggi e portare a compimento le situazioni irrisolte o modificare quelle che spaventano e lasciano insoddisfatti.

    La caratteristica più evidente di questa esperienza è la eliminazione della paura. E' molto frequente infatti, che i personaggi o le situazioni paurose, in questo contesto si sgonfino, si trasfomino, assumano un significato diverso, e non di rado rechino messaggi al sognatore. In questa prospettiva l'incubo può essere usato come guida e ampliamento delle proprie risorse umane.

    Marzia Mazzavillani Copyright § Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    08 agosto 2006

    Seguire l'io onirico

    L'io onirico è la parte di noi che vive il sogno. A volte è il "primo attore", a volte è osservatore esterno, a volte ancora si identifica con altre persone o addirittura con oggetti inanimati.
    Ognuno dei personaggi che appare nei sogni rappresenta aspetti di noi, ma l'Io onirico, centro della consapevolezza di se' , corrisponde ai Se' primari le parti della personalità con cui siamo costantemente identificati e che ci proteggono nel mondo ed in mezzo agli altri.

    Le regole e le modalità di azione dei nostri se' primari sono legati al passato ed a ciò che siamo stati, ma ci fanno vivere la vita con le stesse convinzioni e le stesse regole di allora, mostrandoci la realtà in un'unica prospettiva.

    I nostri Se' primari sono sempre con noi, ma non vanno a dormire, continuano la loro funzione anche di notte nei nostri sogni, portando i loro giudizi e le loro modalità di espressione e di azione. Il nostro viaggio di evoluzione ci porta verso la totalità dell'essere ed ecco che nel sogno l'Io onirico ed i Se' primari si confronteranno con le parti di noi con cui non abbiamo contatto, di cui vergogniamo, le parti rinnegate, che appariranno di volta in volta come nemici o assassini o belve feroci o semplicemente come persone che ci riescono sgradevoli, che giudichiamo, che sentiamo di detestare.

    Sarà proprio l'interazione fra le due energie del sogno, Io onirico e altri personaggi, che fornirà preziose indicazioni sia rispetto al sogno ed alla sua comprensione, che rispetto ad un reale atteggiamento del sognatore nella vita diurna. Comprendere quali sono i modi di essere dell'io onirico, chi detesta e chi giudica, di cosa ha paura, verso chi è condiscendente, diventa allora un ottimo esercizio per verificare la realtà.

    • Si vivono gli stessi giudizi e le stesse paure?
    • Si tende a comportarsi nello stesso modo?


    Ecco che il sogno diventa una sorta di "osservatorio" in cui l'analisi di quanto avviene, rimanda immediatamente ad analoghi atteggiamenti e tendenze nella vita del sognatore.
    Seguire l'Io onirico vuol dire imparare a porsi domande molto precise:



    • Cosa sta facendo l'io onirico?
    • Quali sono le sue sensazioni?
    • Quali sono le sue convinzioni?
    • Con quali azioni si sente a suo agio?
    • Come di comporta di fronte ad una situazione rischiosa?
    • E di fronte al pericolo?
    • Di cosa ha timore?



    E' molto importante che il sognatore prenda consapevolezza di come il suo io onirico agisce o non agisce, e di quello che sente o non sente. I Se' primari che l'io onirico interpreta, operano tutte le scelte e dirigono tutte le energie disponibili, ma a mano a mano che si procede nel lavoro attraverso una separazione dai se' primari, si assiste anche ad una maggiore consapevolezza delle possibilità a disposizione.

    L'io dei sogni diventa più creativo e può compiere scelte diverse. Ad esempio se io sono identificato con un Se' primario che pensa sia fondamentale "cavarsela da soli" è molto probabile che io mi sappia arrangiare in tutte le situazione, ma nei momenti di bisogno sarò incapace di domandare aiuto. Ed è molto probabile che questo tema si rifletta di frequente nei miei sogni, dove l'io onirico ugualmente mi impedirà di chiedere aiuto.

    La vera scelta, la scelta "creativa" arriva quando io mi separo da questa energia primaria e posso così accedere ad altro. E nel sogno allora potrò accogliere altre possibilità, e potrò "decidere" di chiedere o non chiedere aiuto senza negarmi la possibilità in partenza. Questo si rifletterà nella mia realtà, nella possibilità di accedere a nuove possibilità, nuovi atteggiamenti, nuove scelte.

    Nel nostro inconscio e nel nostro mondo onirico è contenuta la totalità delle esperienze anche quelle che non ci permettiamo di vivere nella realtà: luce ed ombra, bene e male, ciò che ci piace e ciò che ci spaventa e quindi possiamo usare il sogno come una sorta di palestra in cui prendere consapevolezza dei nostri meccanismi interiori ed in cui allenare la nostra creatività rispetto alla vita.



    Marzia Mazzavillani Copyright § Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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