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  • Polvere di sogni

    06 marzo 2007

    Il critico interiore


    Non sei capace. Non ce la puoi fare. Ancora non ti è riuscito. Lui è migliore di te. Lui è più preparato, è più colto, più intelligente, bravo, bello. Sei un bluff, speriamo che nessuno se ne accorga. Meglio che non ti metti in mostra, potrebbero vederti per ciò che veramente sei....

    Queste sono le frasi favorite del "critico interiore".

    Il critico interiore è una parte della nostra personalità che si forma, come le altre parti primarie, quando siamo molto piccoli e quindi echeggia i giudizi dei nostri familiari e genitori (in seguito, in età scolare, quelli della chiesa e della scuola).

    Ripensiamo alla nostra infanzia: i nostri genitori ci insegnavano ad essere buoni, ad avere atteggiamenti considerati giusti, a comportarci in modo adeguato. Tutto questo doveva servire a renderci migliori e di conseguenza, ad avere successo nel mondo, nella vita, nella società. Continua nella Guida dei Sogni di Marni >>>>

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    02 gennaio 2007

    L'Io onirico



    L'Io onirico è la parte di noi che "vive" il sogno, che agisce come primo attore.

    Può avere l'immagine reale di chi sogna o al contrario essere rappresentato da altro (animale, persona di sesso opposto ecc..), oppure diventare un "non Io" sperimentando un sogno dove non si è presenti.

    In genere l'io onirico corrisponde ai nostri Se' primari, cioè alle parti di noi con cui siamo costantemente identificati nella vita diurna e che hanno l'intento di proteggerci, di farci "funzionare al meglio " in mezzo agli altri. La capacità di scelta e la consapevolezza di queste parti, sono governate da sentimenti inconsci che sfociano in comportamenti automatici riproposti nei modi più vari anche in sogno. I nostro team di Se' primari infatti, non scompare quando noi ci addormentiamo, ma si ripresenta nei nostri sogni, e si relaziona con gli altri personaggi con le stesse modalità che usa di giorno.

    Ma la tensione innata verso la totalità dell'essere farà sì che nel sogno compaiano anche le energie opposte: parti rinnegate che si presenteranno come mostri, assassini, animali che ci spaventano, o semplicemente come persone che non ci piacciono e che giudichiamo, o come situazioni di conflitto con cui confrontarci, da cui essere stimolati, da cui ritrarci.

    Il comportamento dell'Io onirico di fronte a tutto ciò, è indicativo del nostro modo di fare e del percorso che stiamo compiendo. Possiamo osservare in sogno la sua reazione: se si ritrae e fugge di fronte ad un ostacolo o se, al contrario, affronta una situazione in modo nuovo e diverso. In questo modo imparareremo a fare domande su noi stessi e sul nostro modo di affrontare le difficoltà., usando il mondo onirico come palestra creativa per la nostra esperienza.

    Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    29 dicembre 2006

    Come riconoscere i Se' rinnegati

    Abbiamo la possibilità di riconoscere i nostri Se' rinnegati attraverso il "giudizio" o l'ammirazione-attrazione che sentiamo verso qualcosa o qualcuno.

    In modo particolare ogni nostro aspetto rinnegato ci viene incontro nello specchio dei rapporti, attraverso le nostre relazioni: la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro. Tutte le persone che giudichiamo con fastidio, che ci creano difficoltà o con cui a prima vista abbiamo un impatto negativo, non sono altro che lo specchio delle nostre parti rinnegate.

    Il giudizio critico che proviamo verso quella persona è la difesa delle nostre parti primarie verso quello stesso aspetto che in qualche modo risuona e vibra dentro di noi. Questo è un messaggio che ci dice : "Attenzione! Non sei in contatto con una parte di te, non stai riconoscendo la totalità del tuo essere."

    Ma noi non lo capiamo ed invece di usare le nostre relazioni come "maestre di vita" preferiamo evitare le persone con certe caratteristiche pensando che sia l'unico modo per risolvere il disagio, ma, guarda caso, questo tipo di persone ce lo troviamo sempre davanti, finchè non avremo imparato la lezione, fino a quando cioè, non avremo integrate alcune caratteristiche che appartengono loro, e di cui molto probabilmente abbiamo bisogno.

    Esempio: se sono molto identificato con l'essere pacifico, non violento, è molto facile che io incontri sul mio cammino persone aggressive, delle quali rischio di essere vittima.

    Il messaggio è chiaro: io sto rinnegando l'aggressità dentro di me e l'altro è solo lo specchio di questo mio Se' rinnegato.

    Cosa significa in questo caso integrare l'aggressività? Non certo diventare violenti o viverla e praticarla brutalmente, ma conoscere questo aspetto e trovare ciò che di positivo vi sta dietro: l'assertività, la capacità di difendersi e di porre confini e limiti.

    Nello stesso modo se sono identificato con l’essere responsabile e razionale, “rinnegherò” certamente i miei aspetti irresponsabili ed emotivi; se sono identificato con l’essere fragile, indeciso, rinnegherò i miei aspetti di forza e determinazione; se sono mentale ed introverso, trascurerò le mie parti intuitive ed estroverse, e così via.

    E' importante quindi diventare consapevoli di ciò che agisce o che si agita in noi, delle polarità e del flusso energetico che si crea, degli aspetti primari e degli aspetti rinnegati, ognuno dei quali ha una vita autonoma vera e propria, con desideri, tendenze, bisogni e convincimenti propri, con comportamenti diversi e riflessi visibili anche sul piano fisico.

    L'energia fluisce tra le nostre polarità che possiamo vedere come yin e yang, vulnerabilità e potere, maschile e femminile, anima e animus, Se' primari e Se' rinnegati. Questo processo è archetipico e fa parte della nostra vita.

    (Liberamente tratto da dispense per il Corso di formazione Voice Dialogue- Dialogo delle Voci)

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    27 dicembre 2006

    I Se' rinnegati


    Immaginiamo un bambino molto piccolo che dipende in tutto e per tutto dall'amore e dall'approvazione della madre.....impara molto presto che "sorridere" è qualcosa che provoca reazioni di accudimento ed amore. Sorridere rende la madre felice e rende il mondo più bello e più "sicuro".

    Nasce un Se' primario che ha lo scopo di proteggere il bambino dall'insicurezza e dalla paura di non essere accettato ed amato.

    La conseguenza sarà una amplificazione della naturale tendenza al sorriso e la necessità di tenere da parte le energie opposte che possono presentarsi. Il bambino quando piange o si arrabbia oppure è infelice e grida, viene sgridato oppure ignorato. Le reazioni e l' irritazione della madre lo rendono più insicuro, il suo mondo non è più così bello.

    Il bambino impara che rabbia e pianto sono male e queste energie che naturalmente si manifestano vengono "rinnegate", spinte via. Ogni individuo svilupperà nel corso della sua crescita i Se' primari che lo fanno sentire sicuro ed accettato prima nel suo ambiente famigliare poi nella scuola o chiesa, in seguito nella società. Lo sviluppo di ognuno di queste parti prevede l'eliminazione degli aspetti che la famiglia-scuola società giudicano "non buone".

    Un Se' rinnegato è una parte della personalità cui non è permesso di esprimersi nella vita conscia. E' uguale ed opposto al Se' primario che invece agisce nella vita. Tornando al nostro esempio: il bambino sentirà ancora la rabbia o il desiderio di strillare, ma imparerà a controllarla e col passare del tempo potrà non sentire più lo stimolo di queste emozioni.

    Ma cosa accade degli aspetti rinnegati? Vengono realmente eliminati? No. Vengono rimossi, ricacciati in profondità, seppelliti in una sorta di "cantina" della psiche e contribuiscono a formare quella che Jung chiamava Ombra.

    Ma quanto più saranno sepolti e dimenticati nella nostra psiche tanto più cercheranno di farsi sentire in tutti i modi, sabotando la nostra vita e venendoci incontro attraverso sogni ed incubi, tic nervosi o coazioni a ripetere, malattie psicosomatiche, oppure usciranno nei momenti più inaspettati con grande dolore e vergogna del nostro sistema primario.



    (Liberamente tratto da dispense di Formazione al Voice Dialogue )



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    21 dicembre 2006

    I Se' primari


    Ognuno di noi viene alla luce con una impronta psichica unica ed originale, quella indefinibile qualità che ci identifica e ci rende diversi da ogni altra persona.

    Da bambini noi siamo indifesi, aperti ed estremamente vulnerabili, in tutto e per tutto dipendenti dal mondo degli adulti per la nostra sopravvivenza, perciò sviluppiamo una personalità che ci protegga e che ci renda "attraenti" per gli altri.

    Questa impronta psichica è portata dal nostro primo Se' : il bambino vulnerabile che resterà con noi per tutta la vita.

    Impariamo presto che c’è una reazione esterna ad ogni comportamento: di amore o di abbandono, di accettazione o di rifiuto, impariamo quindi a sviluppare dei comportamenti che ci fanno sentire amati, protetti, accettati.

    Questi comportamenti con il tempo si precisano sempre più, diventano parti della personalità: i Se’, o Subpersonalità o Energie che ci aiutano ad adattarci al nostro ambiente. Questi sono i Se' primari. A mano a mano che un grappolo di Se' primari si definisce, noi ci allontaniamo dalla nostra impronta psichica originale adattandoci al mondo e a ciò che il nostro ambiente familiare ci riserva.

    Quindi l'intento principale dei nostri Se' primari è quello di proteggerci nel mondo, di renderci "adatti" a sopravvivere in una determinata situazione. Chiamiamo questo primo team di Se' primari : Controllore-Protettore. Purtroppo mentre cresciamo il Protettore-Controllore o altri Se' primari finiscono col diventare, anziché una protezione come era il loro ruolo originario, una "prigione" che ci rinchiude in una personalità limitata, impedendoci di esprimere completamente le nostre potenzialità e la nostra ricchezza interiore. Questo perchè continuano ad utilizzare le stesse forme di controllo e protezione di quando eravamo bambini.

    Per scoprire quali e quanti sono i Se' primari con i quali siamo identificati, possiamo semplicemente pensare a quando, parlando di noi , diciamo: "Io sono......"( buono, gentile educato, pigro ecc.....) Questa costellazione di Se' Primari è detta " Ego Operativo".

    Noi "funzioniamo" sentendoci bene, sentendoci nel giusto quando siamo identificati con i Se' primari più forte al momento.

    (Liberamente tratto dalle dispense al corso di Formazione Voice Dialogue)

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    08 dicembre 2006

    Visione lucida

    La visione lucida è lo stato di distacco e di osservazione neutrale che prescinde giudizio, analisi o interpretazione.

    E’ una realtà energetica che chiude la seduta di Voice Dialogue e consente alla persona di percepire in modo imparziale l’esperienza della propria seduta e dei propri Se’ interiori.

    Alle fine della sessione di Voice Dialogue il "Facilitatore" che l'ha condotta, invita la persona ad ascoltare un resoconto di quanto è avvenuto durante la seduta. Lo scopo di questa operazione è "il restituire" con obiettività l'esperienza appena vissuta, è fare un "passo indietro" rispetto a ciò che è emerso attraverso la mente, il corpo, le emozioni, i sogni, e la natura spirituale in una visione di imparzialità.

    Possiamo definirla una specie testimonianza, in cui la persona sperimenta il distacco e la separazione da quanto solo poco prima stava vivendo e raccontando. La visione lucida viene infatti definita anche il livello del "testimone" e può essere paragonata ad uno stato meditativo, in cui si osserva quanto è avvenuto in modo neutro, senza partecipazione emotiva e senza volerlo mutare.

    La visione lucida aiuta ad avere una maggiore sensibilità di ciò che avviene dentro, amplifica la percezione personale degli stati e dei processi interiori e fa parte dei tre livelli distinti, ma intimamente collegati che favoriscono il processo di consapevolezza nella visione del Voice Dialogue: Esperienza dei Se', Visione Lucida ed Ego Consapevole.


    Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    07 dicembre 2006

    Ego consapevole


    La psicologia dell’Ego consapevole (Psychology of the aware Ego), considera l’Ego consapevole come il centro della psiche.

    Durante una sessione di Voice Dialogue possono presentarsi diverse subpersonalità che vengono "intervistate" e lasciate esprimere nei loro convincimenti e bisogni. Spesso questi Se' hanno una energia opposta che si assesta su posizioni di potere o di vulnerabilità.

    Si inizia un processo di Ego consapevole quando ci si disidentifica da ognuno di questi Se' pur avendo la consapevolezza della loro esistenza. Si crea allora una "separazione" da queste energie che vengono percepite come "una parte"della personalità, ma ugualmente vengono accettate ed onorate per quello che sono e che hanno portato nella vita della persona. Questo è fonte di grande guarigione dei conflitti interiori, trasformazione della persona e ampliamento delle scelte reali.

    La separazione da ogni Se' consente l'accesso ad altri schemi energetici che fino ad allora erano sconosciuti, o poco utilizzati. Conoscere nuovi Se', canalizzandoli consapevolmente attraverso un Ego consapevole, porta nuove possibilità, vuol dire richiamare le qualità che sono proprie a quelle parti e di cui si può usufruire per crescere e stare meglio

    L'Ego consapevole è il luogo che può sostenere le polarità che si presentano e canalizzare le varie energie debitamente trasformate. Lo sviluppo dell’Ego consapevole è lo scopo ed il fine del lavoro con il Voice Dialogue, è ciò che permette l’accesso e la “trasformazione“ degli schemi di energia, dei vari Se’. E’ il luogo della consapevolezza sia delle parti di potere che di quelle vulnerabili, dell’accesso ad entrambe, della scelta più ampia e reale.

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    06 dicembre 2006

    I nostri Se'

    Psychology of selves” è la base del lavoro teorico e pratico del Voice Dialogue.

    I Se' detti anche Subpersonalità, Energie , Voci, Aspetti , Schemi sono le numerose strutture di comportamento che si sono formate nell'arco della crescita dell' individuo e che coabitano in lui generando modi di essere diversi e a volte anche antitetici.

    Ognuno di questi Se’ che ha voce dentro di noi, ha una sua vita autonoma vera e propria, con desideri, tendenze, bisogni e convincimenti propri, comportamenti diversi e riflessi visibili anche sul piano fisico. I Se' danno forma alla personalità e spesso la loro origine è archetipica. Sono i "mattoni" di cui è costituita la psiche.

    Lo sviluppo dei Se’ in primari e rinnegati, con il loro sistema di valori, di regole, di bisogni, è un processo naturale e continuo nella strutturazione della psiche. Il metodo del Voice Dialogue considera le polarità che di volta in volta si presentano nella dinamica psichica ed energetica, affinchè si possa fare esperienza dei Se’ con cui è identificati ( Se’ primari che, in genere, riflettono le regole ed i bisogni dell’ambiente in cui si è cresciuti) e si cominci ad avere consapevolezza delle proprie energie rinnegate (Subpersonalità che sono state completamente o parzialmente escluse dalle vita della persona).

    I Se’ rinnegati vengono giudicati inaccettabili e repressi dai Se’ primari e dal Critico interiore (altra potente energia psichica), proprio perché questi ultimi riflettono i giudizi e le regole introiettate durante l’infanzia. I Se’ rinnegati non vengono eliminati ma, in un’ottica Junghiana, entrano a far parte dell’ “Ombra della persona e restano vivi ed attivi nel subconscio. Si fanno sentire in diversi modi: tic, disturbi psicosomatici, scoppi improvvisi di rabbia, atteggiamenti compulsivi, antipatie e giudizi verso terzi, fantasie diurne, sogni e incubi notturni.

    (L'immagine è riproduzione dell'opera "Personalità" di Elisabetta Meggiolaro)


    Marzia Mazzavillani Copyright § Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    01 dicembre 2006

    Il Voice Dialogue ( Dialogo delle Voci)


    ll Voice Dialogue, strumento prezioso di lavoro e di indagine interiore, è stato messo a punto negli anni ‘70 da Hal Stone Ph.D. e Sidra Levi Stone Ph.D. che hanno fatto confluire le loro precedenti esperienze di psicologi clinici e psicoterapeuti in una attiva collaborazione professionale ed umana.

    Il Voice Dialogue, nato come metodo per monitorare il loro rapporto personale, si arricchiva e definiva sempre più attraverso il contatto profondo con i vari aspetti della personalità che di volta in volta affioravano nelle sedute di lavoro individuali.


    Ciò che è scaturito dal loro bisogno e dalla loro intuizione personale si è sviluppato in un vero e proprio metodo di lavoro che hanno perfezionato sempre, più inserendolo in un sistema teorico cui hanno attribuito il nome di “Psicologia dei Se’ e dell’Ego Consapevole”.

    Il Voice Dialogue consente, attraverso la seduta individuale, di aver diretto accesso ai Se', i vari aspetti che compongono la personalità, e di trattarli come schemi di energia indipendenti impegnandoli in un dialogo, in una sorta di intervista rispettosa e neutrale.

    La seduta individuale diventa un'esplorazione rilassata, ma attenta nella quale le diverse parti della psiche sono invitate ad esprimersi liberamente, cosicchè si possa acquistare consapevolezza della loro esistenza, dei loro bisogni, desideri o regole, al fine di riconoscerle e trasformarle da potenziali sabotatrici in potenti alleati del benessere individuale.

    Il Voice Dialogue non privilegia i Se’ primari rispetto a quelli rinnegati, o viceversa. ma aiuta a diventare più consapevoli di entrambi questi flussi energetici: l’energia fluisce nelle due polarità che possiamo vedere come yin e yang, vulnerabilità e potere, maschile e femminile, Se’ Primari e Se’ Rinnegati…Questo processo è archetipico e fa parte della vita.

    Hal e Sidra Stone hanno insegnato e diffuso risultati del loro lavoro negli Stati Uniti, in Europa ed in molti paesi dal Sud Africa all'India attraverso lezioni, seminari e numerosi scritti. Il Voice Dialogue è utilizzato con successo in diversi ambiti: dalla psichiatria alle arti, dalla terapia al management, dal coaching agli approcci di espressione e terapia corporea.

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    28 novembre 2006

    I sogni e il Voice Dialogue


    Ascolto e condivisione dei sogni sono nel Voice Dialogue un modo per monitorare il processo interiore per leggerlo alla luce di una maggiore consapevolezza dei propri bisogni e delle proprie vulnerabilità.

    Il “Tessitore dei sogni”, così Hal e Sidra Stone chiamano il centro profondo, l’intelligenza da cui provengono i sogni, tutti i giorni manda “messaggi” che possono aiutarci nel nostro cammino, possono illuminare le zone d’ombra, mostrarci i nostri limiti o le nostre paure, riflettere i nostri progressi nella vita.

    Nei sogni agiscono i nostri Se’ Primari e Se' Rinnegati che nella loro unica ed originale “danza”, ci possono presentare i temi che stiamo affrontando o dobbiamo affrontare, possono aprirci a nuove prospettive, a nuovi punti di vista e, di conseguenza ispirarci nuovi comportamenti, renderci più “creativi”

    Tanto più l'io onirico diventa creativo ed esce dagli schemi che ci sono abituali, aprendosi a nuove possibilità, comportamenti, scelte, tanto più noi diventiamo creativi anche nella nostra vita, in una sorta di ampliamento del nostro Io che prende in considerazione ogni nostro aspetto. rispetto alle scelte da effettuare o agli atteggiamenti da tenere.

    I sogni hanno il potere soprattutto di farci appassionare a noi stessi, al nostro percorso interiore e anche di farci “sorridere” di noi stessi.

    Il “Tessitore dei sogni” infatti, possiede il senso dell’umorismo, e ci mostra in modo buffo o bonario le regole a cui siamo attaccati, i giudizi che si agitano in noi. Accogliere tutto questo aiuta ad alleggerire quanto stiamo vivendo e ci insegna a vivere con passione”, senza dimenticare compassione” e comprensione” di noi stessi.


    Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    08 agosto 2006

    Seguire l'io onirico

    L'io onirico è la parte di noi che vive il sogno. A volte è il "primo attore", a volte è osservatore esterno, a volte ancora si identifica con altre persone o addirittura con oggetti inanimati.
    Ognuno dei personaggi che appare nei sogni rappresenta aspetti di noi, ma l'Io onirico, centro della consapevolezza di se' , corrisponde ai Se' primari le parti della personalità con cui siamo costantemente identificati e che ci proteggono nel mondo ed in mezzo agli altri.

    Le regole e le modalità di azione dei nostri se' primari sono legati al passato ed a ciò che siamo stati, ma ci fanno vivere la vita con le stesse convinzioni e le stesse regole di allora, mostrandoci la realtà in un'unica prospettiva.

    I nostri Se' primari sono sempre con noi, ma non vanno a dormire, continuano la loro funzione anche di notte nei nostri sogni, portando i loro giudizi e le loro modalità di espressione e di azione. Il nostro viaggio di evoluzione ci porta verso la totalità dell'essere ed ecco che nel sogno l'Io onirico ed i Se' primari si confronteranno con le parti di noi con cui non abbiamo contatto, di cui vergogniamo, le parti rinnegate, che appariranno di volta in volta come nemici o assassini o belve feroci o semplicemente come persone che ci riescono sgradevoli, che giudichiamo, che sentiamo di detestare.

    Sarà proprio l'interazione fra le due energie del sogno, Io onirico e altri personaggi, che fornirà preziose indicazioni sia rispetto al sogno ed alla sua comprensione, che rispetto ad un reale atteggiamento del sognatore nella vita diurna. Comprendere quali sono i modi di essere dell'io onirico, chi detesta e chi giudica, di cosa ha paura, verso chi è condiscendente, diventa allora un ottimo esercizio per verificare la realtà.

    • Si vivono gli stessi giudizi e le stesse paure?
    • Si tende a comportarsi nello stesso modo?


    Ecco che il sogno diventa una sorta di "osservatorio" in cui l'analisi di quanto avviene, rimanda immediatamente ad analoghi atteggiamenti e tendenze nella vita del sognatore.
    Seguire l'Io onirico vuol dire imparare a porsi domande molto precise:



    • Cosa sta facendo l'io onirico?
    • Quali sono le sue sensazioni?
    • Quali sono le sue convinzioni?
    • Con quali azioni si sente a suo agio?
    • Come di comporta di fronte ad una situazione rischiosa?
    • E di fronte al pericolo?
    • Di cosa ha timore?



    E' molto importante che il sognatore prenda consapevolezza di come il suo io onirico agisce o non agisce, e di quello che sente o non sente. I Se' primari che l'io onirico interpreta, operano tutte le scelte e dirigono tutte le energie disponibili, ma a mano a mano che si procede nel lavoro attraverso una separazione dai se' primari, si assiste anche ad una maggiore consapevolezza delle possibilità a disposizione.

    L'io dei sogni diventa più creativo e può compiere scelte diverse. Ad esempio se io sono identificato con un Se' primario che pensa sia fondamentale "cavarsela da soli" è molto probabile che io mi sappia arrangiare in tutte le situazione, ma nei momenti di bisogno sarò incapace di domandare aiuto. Ed è molto probabile che questo tema si rifletta di frequente nei miei sogni, dove l'io onirico ugualmente mi impedirà di chiedere aiuto.

    La vera scelta, la scelta "creativa" arriva quando io mi separo da questa energia primaria e posso così accedere ad altro. E nel sogno allora potrò accogliere altre possibilità, e potrò "decidere" di chiedere o non chiedere aiuto senza negarmi la possibilità in partenza. Questo si rifletterà nella mia realtà, nella possibilità di accedere a nuove possibilità, nuovi atteggiamenti, nuove scelte.

    Nel nostro inconscio e nel nostro mondo onirico è contenuta la totalità delle esperienze anche quelle che non ci permettiamo di vivere nella realtà: luce ed ombra, bene e male, ciò che ci piace e ciò che ci spaventa e quindi possiamo usare il sogno come una sorta di palestra in cui prendere consapevolezza dei nostri meccanismi interiori ed in cui allenare la nostra creatività rispetto alla vita.



    Marzia Mazzavillani Copyright § Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    14 giugno 2006

    I sogni e l' io onirico


    L'Io onirico è la parte di noi che "vive" i sogni , che agisce come primo attore.
    Può avere l'immagine reale di chi sogna o al contrario essere rappresentato da altro (animale, persona di sesso opposto ecc..), oppure diventare un "non Io" sperimentando un sogno dove non si è presenti.

    In genere l'io onirico corrisponde ai nostri Se' primari, cioè alle parti di noi con cui siamo costantemente identificati nella vita diurna e che hanno l'intento di proteggerci, di farci "funzionare al meglio " in mezzo agli altri. La capacità di scelta e la consapevolezza di queste parti, sono governate da sentimenti inconsci che sfociano in comportamenti automatici riproposti nei modi più vari anche in sogno.

    I nostro team di Se' primari infatti, non scompare quando noi ci addormentiamo, ma si ripresenta nei nostri sogni, e si relaziona con gli altri personaggi con le stesse modalità che usa di giorno. continua >>>>
    by Marni

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