• Blog Ialweb
  • Polvere di sogni

    02 settembre 2006

    Il popolo dei Sogni

    I Senoi della Malesia sono il popolo che ha incuriosito tutto il mondo per aver fatto dei sogni il fondamento ed il nucleo centrale della loro cultura e della loro vita quotidiana.
    Conosciamo i Senoi grazie agli studi di Kilton Stewart, psicologo ed antropologo americano vissuto negli anni trenta che, nella pubblicazione Dreams Theory in Malaya ne parla per la prima volta, elencando i molti metodi di lavoro con i sogni, ma soprattutto rilevando l'importanza data al processo dei sogni.

    La cultura dei sogni dei Senoi ha prodotto, secondo gli studi, un assetto sociale stabile, con una bassa incidenza di disturbi mentali e disadattamernto sociale. Il benessere generale e la pace sembravano garantiti dalla ricerca di un progetto comune, che scaturisse dalla condivisione dei sogni.

    Secondo quanto riportato da Stewart, i Senoi fin da piccolissimi venivano addestrati a controllare i propri sogni, a cambiarne personaggi e situazioni sgradevoli, mentre gli adulti si impegnavano in veri e propri progetti onirici, seguendo quanto sognato.

    Credevano nell'importanza di restare in contatto con il proprio sogno e di affrontare il nemico che poteva presentarsi nella situazione onirica, ma credevano anche nel sostegno e nelle indicazioni creative che il resto della comunità poteva fornire al riguardo. Era infatti consuetudine riunirsi, per condividere i sogni e ricavarne nuovi spunti utili e nuovi riti propiziatori. L'assunto di base di questa visione riguardava l'interscambio tra realtà e sogno, e la medesima inportanza attribuita ai due aspetti dell'esperienza.

    I metodi di lavoro onirico utilizzati dai Senoi della Malesia si concentravano quindi principalmente sul controllo dei sogni e sulla rielaborazione di questi in stato di veglia, attraverso lo scambio, gli atti rituali, le drammatizzazioni collettive e l'integrazione di quanto scaturito in modelli positivi di comportamento, che confluissero poi in schemi sociali.

    Oggi i Senoi e la loro "cultura di sogno" non esistono più. Molti studiosi dubitano anche delle ricerche di Stewart e dell'importanza da lui attribuita alle abitudine oniriche di questo popolo. In altre culture tribali legate ai ritmi naturali, la condivisione e l'elaborazione dei sogni nel gruppo, è un fenomeno già osservato e per nulla raro. Si pensi agli indiani Irochesi e agli aborigeni autraliani.

    Nonostante ciò, la pubblicazione di Stewart ha avuto, dagli anni '50 in poi, grande seguito, colpendo l'immaginazione e l'interesse della gente comune, ma anche degli "addetti ai lavori". Ricordiamo Strephon Williams Kaplan fondatore dell'Istituto Junghiano-Senoi che ha centrato parte del suo lavoro e della sua ricerca, sulle tecniche del popolo Senoi.

    Popolo che rimane il simbolo per eccellenza di una cultura finalizzata ad elevare la coscienza e migliorare la vita quotidiana attraverso il ricordo e l'utilizzo dei propri sogni.


    Marzia Mazzavillani Copyright § Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

    Etichette: , , , , , , ,

    18 agosto 2006

    I sogni dei Senoi

    "Quando un'intera comunità si impegna nel tentativo di dominare lo stato onirico e di integrare i sogni nella realtà dello stato di veglia, l'incidenza del comportamento asociale è relativamente insignificante."

    Queste sono le riflessioni sui sogni scaturite dal contatto con la cultura Senoi e riportate da Kilton Stewart in "Dreams theory in Malaya" . Così continua......

    *I sogni sono espressione di forze esterne interiorizzate. Se tali forze interiorizzate non sono in armonia, la vita esteriore ed interiore di un individuo viene influenzata in senso sfavorevole.

    *Qualunque persona può imparare a dominare il proprio universo onirico e ad utilizzare tutte le presenze in esso contenute.

    *Si può alterare il proprio stato onirico per ottenere gioia e potere spirituale trasformando gli atteggiamenti di paura in atteggiamenti di affermazione ed accettazione.

    *L'ansia che si prova nello stato onirico, può tramutarsi in gioia ed in sogni rilassanti e piacevoli, mediante atti di volontà.

    *L'io onirico dovrebbe senpre aggredire ed uccidere i personaggi ostili, chiedendo aiuto se necessario ad altri personaggi onirici. Ciò trasformerà in alleato l'essenza del personaggio onirico. I personaggi onirici appaiono negativi solo se li temiamo.

    *I sogni di sesso dovrebbero sempre essere condotti fino all'orgasmo, e dovrebbe essere chiesto alla persona amata un dono, sotto forma di poesia, canzone, lavoro artistico, danza....Tutto ciò verrà poi comunicato al proprio gruppo. Una vita ricca di amore nello stato onirico, indica il favore accordato dalle entità che fanno parte dell'universo spirituale.

    *I nostri poteri più creativi e la nostra più profonda essenza si manifestano quando i nostri processi psichici non sono focalizzati nel mondo esteriore.

    *Il proprio mondo onirico ed il modo in cui lo si affronta, devono essere condivisi con un gruppo che partecipi, per ottenere sostegno, e che sia di sostegno per migliorare la collettività.

    *Lo stato corporeo deve essere rilassato per ottenere sogni piacevoli.

    *L'approvazione sociale del gruppo esterno è utile come supporto attivo per affrontare gli elementi negativi e positivi dei sogni.

    *Le situazioni oniriche possono costituire la base per un maggior numero di interazioni positive nei rapporti esteriori.

    *Situazioni di realtà esteriore negative, possono essere tramutate in positive nel corso dello stato onirico.

    *I sogni possono fornire soluzioni ai problemi esteriori.

    *Più si lavora con i propri sogni, meno irrazionali e più simili al pensiero riflessivo divengono.

    Etichette: , , , , , , ,