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  • Polvere di sogni

    14 gennaio 2008

    Il bambino magico


    Il bambino magico è l’aspetto di noi che ha il contatto con l’essenza, che sa cosa siamo venuti a fare nella nostra realtà e perché, e soprattutto che ha consapevolezza delle nostre qualità, dei nostri talenti e non ha paura di esprimerli.

    Il bambino magico sa godere della realtà come di un dono, e sa trasformarla trovandone sempre il meglio. Essere in contatto con il proprio bambino magico vuol dire essere in sintonia con quello che la vita ci porta, e avere fiducia che in quello che arriva c’è sempre qualcosa per noi di bello, di buono, di utile.

    Il bambino magico ha fede, crede nella vita e ci sta dentro senza paura.

    Mi piace molto parlare del bambino magico, perché, anche se molti non lo sentono, so che è una parte della personalità ben viva che, una volta risvegliata compie veramente magie.

    Per questo tutti gli anni sotto Natale io propongo il Seminario del Bambino Magico.

    Questo è un lavoro bello ed intenso che dura solo una giornata e che è anche molto divertente. Non sono richieste particolari qualità, solo la voglia di desiderare, di sognare, di far scendere il livello del desiderio nella propria realtà, la voglia di entrare in contatto con il proprio bimbo o bimba interiore e trovare il coraggio di lasciarlo esprimere. Continua nella Guida dei Sogni di Marni >>>>

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    20 dicembre 2007

    Che cos'è il bambino interiore


    Il Bambino interiore è una parte della nostra personalità che resta sempre bambina e che quindi mantiene in se’ le caratteristiche legate al mondo dell’infanzia. E' l’aspetto di noi che porta nella nostra vita la giocosità, la creatività, lo stupore, il contatto con lo spirito, ma anche il bisogno, la vulnerabilità.

    Perché allora spesso questo bambino interiore non lo sentiamo?

    Perché per farsi conoscere deve mostrarsi nei nostri sogni?

    Perché intorno a questa parte, nel corso della nostra crescita, si sviluppa tutto il nostro sistema protettivo, le nostra maschere, le nostre corazze…e tutto questo va bene, viviamo in mezzo agli altri e dobbiamo anche saperci proteggere, ma il nostro sistema protettivo, nell’intento di proteggere, spesso finisce per soffocare questa parte, per renderla inaccessibile. Non la sentiamo più, siamo ormai identificati con il mondo dei “grandi”, siamo adulti, siamo seri, siamo responsabili.

    Però il bambino interiore resiste e sopravvive dentro di noi, ed anche fuori di noi, anzi se facciamo un passo indietro vediamo che fa parte della nostra civiltà da almeno 2000 anni. Pensate ai miti, alle favole, da Pollicino, a Cenerentola, a Hansel e Gretel, tutto ci parla di bambini maltrattati, abusati, di mostri e streghe cattive, ma pure di magia e salvezza, di redenzione e potere. Anche attraverso le favole ed i miti noi recuperiamo il contatto con il nostro Bambino interiore.

    Questo avviene perchè abbiamo la capacità di identificarci: tutti siamo stati piccoli ed indifesi, tutti siamo stati sgridati o abbiamo subito ingiustizie, tutti abbiamo avuto paura di perdere la sicurezza, l’approvazione, l’amore dei genitori, e tutti avremmo voluto per magia recuperare l’amore, il calore, il benessere originario. Continua nella Guida Sogni di Marni >>>



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    21 marzo 2007

    Il bambino interiore


    Il "Puer aeternus" o l'abusato "Bambino interiore" di cui tutti oggi parlano, compare molto spesso nei sogni. Individuarne la presenza, analizzarne l’aspetto, sentirne il grande potere, creare un contatto con la sua energia, amplia la consapevolezza e la propria esperienza personale.

    E' un modo per imparare a conoscersi meglio, per dare un nome ed anche un volto a certa inquietudine che ci assale, o al bisogno irrefrenabile, a volte, di fare qualcosa che è fuori del nostro modo di essere, oppure al senso di vuoto e di disperazione, o al bisogno famelico di amore e di attenzione, alla paura dell’abbandono...

    Il nostro Bambino interiore, anche quando non sappiamo di averlo, si fa sentire in mille modi, si manifesta attraverso le sensazioni di cui vi ho appena parlato, si manifesta principalmente nei sogni.

    Paola, mia cara amica, sogna di finire con l’auto in una scarpata, trovare qui una casa sconosciuta, al cui interno c'è una culla. Dentro la culla vede un uovo grande e luminoso ed un fanciullo sorridente e con i boccoli d’oro. Paola mi scrive: “La vista di quel fanciullo mi ha riempito il cuore di un grande sentimento di gioia e speranza”.

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    06 marzo 2007

    Il critico interiore


    Non sei capace. Non ce la puoi fare. Ancora non ti è riuscito. Lui è migliore di te. Lui è più preparato, è più colto, più intelligente, bravo, bello. Sei un bluff, speriamo che nessuno se ne accorga. Meglio che non ti metti in mostra, potrebbero vederti per ciò che veramente sei....

    Queste sono le frasi favorite del "critico interiore".

    Il critico interiore è una parte della nostra personalità che si forma, come le altre parti primarie, quando siamo molto piccoli e quindi echeggia i giudizi dei nostri familiari e genitori (in seguito, in età scolare, quelli della chiesa e della scuola).

    Ripensiamo alla nostra infanzia: i nostri genitori ci insegnavano ad essere buoni, ad avere atteggiamenti considerati giusti, a comportarci in modo adeguato. Tutto questo doveva servire a renderci migliori e di conseguenza, ad avere successo nel mondo, nella vita, nella società. Continua nella Guida dei Sogni di Marni >>>>

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    02 gennaio 2007

    L'Io onirico



    L'Io onirico è la parte di noi che "vive" il sogno, che agisce come primo attore.

    Può avere l'immagine reale di chi sogna o al contrario essere rappresentato da altro (animale, persona di sesso opposto ecc..), oppure diventare un "non Io" sperimentando un sogno dove non si è presenti.

    In genere l'io onirico corrisponde ai nostri Se' primari, cioè alle parti di noi con cui siamo costantemente identificati nella vita diurna e che hanno l'intento di proteggerci, di farci "funzionare al meglio " in mezzo agli altri. La capacità di scelta e la consapevolezza di queste parti, sono governate da sentimenti inconsci che sfociano in comportamenti automatici riproposti nei modi più vari anche in sogno. I nostro team di Se' primari infatti, non scompare quando noi ci addormentiamo, ma si ripresenta nei nostri sogni, e si relaziona con gli altri personaggi con le stesse modalità che usa di giorno.

    Ma la tensione innata verso la totalità dell'essere farà sì che nel sogno compaiano anche le energie opposte: parti rinnegate che si presenteranno come mostri, assassini, animali che ci spaventano, o semplicemente come persone che non ci piacciono e che giudichiamo, o come situazioni di conflitto con cui confrontarci, da cui essere stimolati, da cui ritrarci.

    Il comportamento dell'Io onirico di fronte a tutto ciò, è indicativo del nostro modo di fare e del percorso che stiamo compiendo. Possiamo osservare in sogno la sua reazione: se si ritrae e fugge di fronte ad un ostacolo o se, al contrario, affronta una situazione in modo nuovo e diverso. In questo modo imparareremo a fare domande su noi stessi e sul nostro modo di affrontare le difficoltà., usando il mondo onirico come palestra creativa per la nostra esperienza.

    Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo

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    29 dicembre 2006

    Come riconoscere i Se' rinnegati

    Abbiamo la possibilità di riconoscere i nostri Se' rinnegati attraverso il "giudizio" o l'ammirazione-attrazione che sentiamo verso qualcosa o qualcuno.

    In modo particolare ogni nostro aspetto rinnegato ci viene incontro nello specchio dei rapporti, attraverso le nostre relazioni: la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro. Tutte le persone che giudichiamo con fastidio, che ci creano difficoltà o con cui a prima vista abbiamo un impatto negativo, non sono altro che lo specchio delle nostre parti rinnegate.

    Il giudizio critico che proviamo verso quella persona è la difesa delle nostre parti primarie verso quello stesso aspetto che in qualche modo risuona e vibra dentro di noi. Questo è un messaggio che ci dice : "Attenzione! Non sei in contatto con una parte di te, non stai riconoscendo la totalità del tuo essere."

    Ma noi non lo capiamo ed invece di usare le nostre relazioni come "maestre di vita" preferiamo evitare le persone con certe caratteristiche pensando che sia l'unico modo per risolvere il disagio, ma, guarda caso, questo tipo di persone ce lo troviamo sempre davanti, finchè non avremo imparato la lezione, fino a quando cioè, non avremo integrate alcune caratteristiche che appartengono loro, e di cui molto probabilmente abbiamo bisogno.

    Esempio: se sono molto identificato con l'essere pacifico, non violento, è molto facile che io incontri sul mio cammino persone aggressive, delle quali rischio di essere vittima.

    Il messaggio è chiaro: io sto rinnegando l'aggressità dentro di me e l'altro è solo lo specchio di questo mio Se' rinnegato.

    Cosa significa in questo caso integrare l'aggressività? Non certo diventare violenti o viverla e praticarla brutalmente, ma conoscere questo aspetto e trovare ciò che di positivo vi sta dietro: l'assertività, la capacità di difendersi e di porre confini e limiti.

    Nello stesso modo se sono identificato con l’essere responsabile e razionale, “rinnegherò” certamente i miei aspetti irresponsabili ed emotivi; se sono identificato con l’essere fragile, indeciso, rinnegherò i miei aspetti di forza e determinazione; se sono mentale ed introverso, trascurerò le mie parti intuitive ed estroverse, e così via.

    E' importante quindi diventare consapevoli di ciò che agisce o che si agita in noi, delle polarità e del flusso energetico che si crea, degli aspetti primari e degli aspetti rinnegati, ognuno dei quali ha una vita autonoma vera e propria, con desideri, tendenze, bisogni e convincimenti propri, con comportamenti diversi e riflessi visibili anche sul piano fisico.

    L'energia fluisce tra le nostre polarità che possiamo vedere come yin e yang, vulnerabilità e potere, maschile e femminile, anima e animus, Se' primari e Se' rinnegati. Questo processo è archetipico e fa parte della nostra vita.

    (Liberamente tratto da dispense per il Corso di formazione Voice Dialogue- Dialogo delle Voci)

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    27 dicembre 2006

    I Se' rinnegati


    Immaginiamo un bambino molto piccolo che dipende in tutto e per tutto dall'amore e dall'approvazione della madre.....impara molto presto che "sorridere" è qualcosa che provoca reazioni di accudimento ed amore. Sorridere rende la madre felice e rende il mondo più bello e più "sicuro".

    Nasce un Se' primario che ha lo scopo di proteggere il bambino dall'insicurezza e dalla paura di non essere accettato ed amato.

    La conseguenza sarà una amplificazione della naturale tendenza al sorriso e la necessità di tenere da parte le energie opposte che possono presentarsi. Il bambino quando piange o si arrabbia oppure è infelice e grida, viene sgridato oppure ignorato. Le reazioni e l' irritazione della madre lo rendono più insicuro, il suo mondo non è più così bello.

    Il bambino impara che rabbia e pianto sono male e queste energie che naturalmente si manifestano vengono "rinnegate", spinte via. Ogni individuo svilupperà nel corso della sua crescita i Se' primari che lo fanno sentire sicuro ed accettato prima nel suo ambiente famigliare poi nella scuola o chiesa, in seguito nella società. Lo sviluppo di ognuno di queste parti prevede l'eliminazione degli aspetti che la famiglia-scuola società giudicano "non buone".

    Un Se' rinnegato è una parte della personalità cui non è permesso di esprimersi nella vita conscia. E' uguale ed opposto al Se' primario che invece agisce nella vita. Tornando al nostro esempio: il bambino sentirà ancora la rabbia o il desiderio di strillare, ma imparerà a controllarla e col passare del tempo potrà non sentire più lo stimolo di queste emozioni.

    Ma cosa accade degli aspetti rinnegati? Vengono realmente eliminati? No. Vengono rimossi, ricacciati in profondità, seppelliti in una sorta di "cantina" della psiche e contribuiscono a formare quella che Jung chiamava Ombra.

    Ma quanto più saranno sepolti e dimenticati nella nostra psiche tanto più cercheranno di farsi sentire in tutti i modi, sabotando la nostra vita e venendoci incontro attraverso sogni ed incubi, tic nervosi o coazioni a ripetere, malattie psicosomatiche, oppure usciranno nei momenti più inaspettati con grande dolore e vergogna del nostro sistema primario.



    (Liberamente tratto da dispense di Formazione al Voice Dialogue )



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